Cuori solitari

Nelle grandi città il movimento è una costante: quotidianamente fiumi di persone si spostano per raggiungere le loro mete. Molti di questi individui sono soli al mondo. Quando, per le mie incombenze, anche io mi sposto confondendomi tra loro, mi sorprendo spesso a pensare dove andranno e se “apparterranno” a qualcuno. Siamo tutti immessi in un flusso di azioni e d’incontri che influenzano il nostro stato psicofisico.

Folla in movimento

 Se è vero che quando si sta bene da soli con se stessi si è sempre in ottima compagnia è vero anche che la solitudine, pur essendo lo stato ontologico primario dell’essere umano, non è la sua naturale disposizione al vivere. Siamo esseri sociali e nella lunga storia della permanenza sul nostro pianeta non ci siamo estinti proprio perché abbiamo scelto la strategia dello stare insieme.

Famiglia

 

Ai nostri giorni, però, il fenomeno del singolismo è in crescita nei Paesi cosiddetti industrializzati. I tempi di lavoro frenetici e gli stili di vita che si sono dovuti adattare ad essi sono tra i responsabili dell’abbattimento numerico delle unioni, del fallimento di molti matrimoni e della diminuzione delle costituzioni di nuove famiglie. Le politiche di supporto alle famiglie nel nostro Bel Paese non hanno mai brillato e non brillano tuttora per efficacia. Il risultato è un calo mai verificatosi delle nascite.

Calo delle nascite in Italia

Vivere da soli per certi versi è più facile, è economicamente meno dispendioso e non si deve rendere conto delle proprie scelte e decisioni a nessuno che ci sta accanto. Per altri sensi, invece, non è affatto producente: affrontare la vita da soli comporta il carico sulle spalle di ogni responsabilità senza la possibilità di condividerle con qualcuno.

Single

 Uno degli aspetti più importanti che sembra sia compromesso dal vivere in solitudine è la salute sul lungo termine. Recenti ricerche mediche hanno scoperto che una vita di coppia ben compaginata, all’interno della quale sia vissuto un sentimento di amore vero e congruente, allunga la vita e allontana soprattutto dall’eventualità di una morte improvvisa. È confermato, dunque, che ci ammaliamo di più e più spesso se viviamo da soli.

Soli ci si ammala di più

Uno dei casi più frequenti di decesso inaspettato è l’incidente cardiaco.  I rilasci ormonali “cattivi” sono superiori in concomitanza con lo stress negativo che sopraggiunge puntuale a causa della difficoltà a gestire la nostra dimensione di senso e contenuto esistenziale, non solo organizzativa. Tra gli ormoni “cattivi” uno dei più famigerati e conosciuto è il cortisolo, soprannominato con l’appellativo anglofono di killer. Si distinguono per mal effetto, però, anche gli antagonisti della serotonina e gli eicosanoidi cosiddetti “maligni”. Tali ormoni sono in grado di favorire l’aggregazione piastrinica, sono dei vasocostrittori, sono infiammatori e stimolano la proliferazione cellulare.

Cortisolo numerato

 Non è consigliabile, allora, per la propria salute e la preferibile forma psicofisica ignorare le migliori relazioni affettive e le attenzioni necessarie a se stessi e ai propri cari. Il tempo che si deve loro va difeso con fermezza e perseveranza.

Infatti, è assodato, da ricerche scientifiche multiple, che i single emotivamente e affettivamente trascurati si ammalano e muoiono prima (spesso per infarto) rispetto a persone che hanno una vita sentimentale appagante e stabile.

Uomo infartuato

“Ho il cuore infranto”, quindi, non è soltanto una frase fatta, ma è una metafora molto calzante e veritiera che sintetizza ciò che si avverte a livello cardiaco quando l’amore ci abbandona. Senza amore, perduto o mai trovato, il cuore va in affanno ed entra in uno stato di sofferenza che sul lungo termine può danneggiare il suo regolare funzionamento. Un recente studio britannico pubblicato nella rivista Archives of Internal Medicine avvalora scientificamente l’espressione del detto comune “mi spezzi il cuore”: lo stress negativo e l’ansia che deriva dalla perdita dell’amore aumenta il rischio di incidenti cardiaci.

Fine di un amore

 In conclusione, entrambi gli ambiti di ricerca sia relativi ai cuori solitari sia relativi ai cuori infranti confermano lo stesso dato: l’amore perduto o mancante e la solitudine fanno ammalare e specialmente procurano danni al nostro importante muscolo cardiaco. Nel prossimo articolo tratterò alcuni suggerimenti su come evitare, se si vuole davvero, lo stato di solitudine e come predisporsi al meglio per un incontro amoroso significativo, il tutto a indiscutibile vantaggio del nostro benessere e della nostra salute.